June182009

da un clown all’aquila a un blog

n tutti questi giorni non faccio altro che leggere le lettere che pubblichi provenenti una volta dai cittadini aquilani e una volta dai volontari lì presenti e non posso far altro che annuire ad entrambi….visto che vivo entrambi i punti di vista (più o meno).

Studiavo all’Aquila, prima a Lettere e Filosofia e poi ho proseguito con studi di teatro e clownerie con il mio compagno (residente all’Aquila.).

Ero là quando c’è stato il terremoto ed ora continuo a starci, nelle tende, con i miei amici e il mio compagno sfollati, ma anche come volontari, continuando il lavoro che facevamo anche prima del terremoto e sempre all’Aquila. Prima clown in corsia, ora clown nelle tende.

Che altro aggiungere alle tante lettere da te pubblicate? Che la situazione non è come la fanno vedere (o meglio, non la fanno vedere) ai telegiornali….perchè ai tg è meglio che tutti vedano le cose buone e basta, che vedano ciò che il governo fa (poco) e non ciò che il governo non fa (molto).

Per carità, le lamentele non vogliono sminuire il lavoro dei volontari, anzi, un mio particolare ringraziamento va alla Nuova Acropoli, protezione civile dell’Aquila, che ci accoglie nel campo dell’Alenia Spazio dove siamo praticamente tutti un’unica famiglia e dove il disagio della cosidetta “promiscuità” si sente meno.

I disagi rimangono comunque tanti. Stare nei campi è logorante. Qualche giorno fa, mentre giravo per i campi con il mio naso rosso insieme al mio compagno, sento un capo campo della protezione civile (che veniva da fuori) lamentarsi che non ce la faceva più a stare nel campo, che era stanco…che era stressato….ed stava lì da una settimana! Il mio compango giustamente gli risponde “io che dovrei dire che sto qua da quasi tre mesi???”.

Perchè è dura. Ogni mattina ti svegli presto sentendo il rumore di chi già si è alzato per la colazione, oppure il rumore degli aerei che passano sopra la tua testa in continuazione nemmeno fossimo in una zona di guerra. Oppure, se non è il casino a svegliarti allora è il caldo…perchè la tenda alle 8.10/8.30 massimo è già un forno dove l’aria è irrespirabile e i condizionatori fanno ben poco.

Eccoti allora fuori dalla tenda a passare una nuova giornata. Per me, per mia fortuna, so già che giorerò per i campi a giocare con i bambini e a far spettacoli, ma per le altre persone del campo sarà una lunga giornata noiosa, passata a leggere un giornale o a tentare di guardare la tv.
Nei campi la sorveglianza è stretta, strettisima, una morsa che ti fa davvere sembrare di stare in galera. Una mia amica era andata in un campo qualche settimana fa per uno spettacolo, insieme ad altri del nostro gruppo, e non era la prima volta che andavamo là. Ci fanno il solito pass temporaneo. All’uscita la mia amica l’ha perso…..non volevano farla uscire finchè non lo ritrovava!!! Assurdo…

La sera abbiamo il coprifuoco, tanti problemi se provi a uscire sul tardi…che poi magari nemmeno puoi più rientrare al campo. Questo è un forte disagio per noi giovani, noi ragazzi, abituati a uscire la sera. Anche ora, col terremoto, ci piacerebbe uscire e andare in quei due/tre bar che hanno riaperto, farsi una birra e due chiacchiere….con l’occhio però fisso all’orologio, altrimenti rischiamo di rimanere a dormire in auto. Perfino Cenerentola può far più tardi noi!

Poi lo stress ogni giorno del far la fila per mangiare. A noi dice bene perchè siamo solo un centinaio di persone e si fa subito, ma nei campi più grossi aspetti anche fino a un’ora e mezza, tanto che quando è il tuo turno è passata la fame. Poi fare su e giù per andare ai bagni, alle docce, oppure al lavandino per darti una rinfrescata. I polpacci che diventano iper muscolosi a forza di star su per fare la pipì ai bagni chimici (nessuno si appoggia)….e tanti altri piccoli, ma enormi disagi, che quando stai li al campo per una/due settimane li prendi come normali problemi da campeggio, ma quando stai lì da due mesi e passa diventano invece fonte di enorme stress, che ti rende nervoso per ogni piccolezza.

I bambini nei campi invece stanno quasi allo “stato brado”. Non voglio dire abbandonati perchè suona brutto, e non è così….però è venuto inevitalbimente a mancare loro quel ritmo, la scuola, i compiti, i compagni di gioco…e si sentono privi di regole, liberi di fare e pretendere ciò che desiderano diventando (per fortuna non tutti), loro malgrado, maleducati e violenti.

Si, violenti, perchè nei campi non sono rare le risse o principi di rissa. Dove si litiga per niente, per le sciocchezze che la rabbia e la stanchezza amplificano.
Voglio sperare che al più presto questa situazione venga perlomeno smorzata, vorrei che le tante promesse fatte vengano mantenute…ma so già che non è così.

Il mio nome d’arte, come clown, è Caramella, ma non sono una persona inventata come molti sospettano quando leggono queste lettere, pensando che siano scritte solo per screditare il governo come false testimonianza. Sono reale, all’Aquila ci sto davvero e con l’associazione che abbiamo fatto nascere poco dopo il terremoto stiamo davvero, quotidianamente dal 6 aprile ad oggi, portando la nostra arte nei campi.
Stiamo qua, come sfollati, come artisti, come studenti che hanno tutti in comune la voglia di vedere L’Aquila come era prima, nè più nè meno, ma per farlo abbiamo bisogno d’azioni e non di promesse o di passerelle politiche in vista delle elezioni.

Angelini Elisa

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